Page 3 - Sentiero Tricolore Dicembre 2016
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embre/Dicembre 2016 3 SENTIERO TRICOLORE

Padova, la città con
“un Santo senza nome,
un prato senza erba e
un caffè senza porte”

Bisogna venirci qui per capire per- mercatino dell’antiquariato. 1848, giornata in cui studenti e po- le più belle città d’arte italiane, non
chè Padova è la città dei “senza”. E’ “Il Santo senza nome” altri non è polani insorsero contro l’esercito au- lo dico io la cui opinione forse è un
una curiosità che poco prima di che Sant’Antonio da Padova, il frate striaco. Al piano superiore ha sede po’ troppo di parte, ma è un fatto
partecipare alla giornata del Sottuf- francescano proveniente da Lisbona il Museo del Risorgimento e dell’Età riconosciuto. Visitare Padova vale
ficiale ho scoperto proprio all’in- e che visse gli ultimi anni della sua Moderna. Il Caffè Pedrocchi era ef- la pena in quanto città d’arte dal
gresso dell’abbazia di Santa Giustina vita e morì a Padova facendosi ben fettivamente aperto giorno e notte notevole patrimonio artistico ma
quando il collega Cav. Rossano Mo- volere dagli strati popolari della cit- fino al 1916 quando di sera il Caffè anche per le testimonianze della sua
racci, impettito per la “prima” con tà per la sua lotta instancabile con- iniziò ad essere chiuso poiché le luci antica storia, che si possono scorge-
la fascia tricolore, mi ha raccontato tro la corruzione e lo strozzinaggio potevano dare pericolosi riferimenti re camminando lungo vie e piazze
mentre incuriosito cercavo di capire ai danni dei più deboli. Sant’Antonio utili agli austriaci (ancora loro!) che o visitando i numerosi monumenti
cosa e chi avesse fatto realizzare un è uno dei Santi più amati in tutto il bombardarono la città durante la e musei. Padova città del santo, Pa-
prato cosi grande. Proprio mentre mondo cattolico e circa 3 milioni Grande Guerra. dova città della scienza, Padova città
cercavo di dissipare i miei dubbi il sono i pellegrini che vengono ogni Poi c’è chi nel corso degli anni si è universitaria …Padova città d’arte
Cavalier Moracci aggiunge... “non anno a fare visita alla Basilica di divertito a trovarne altri di “senza” dalle molte anime! Padova è infatti
farti troppe domande perché questa Sant’Antonio facendo di Padova una arricchendo questa curiosità di Pa- nota come la “Città del Santo”, gra-
è la città dei senza”.... Perché dunque delle più importanti destinazioni di dova ma con scarso successo se non zie all’importanza della figura di
Padova è la città dei 3 senza? Per il turismo religioso del mondo. Ama- in un caso! Ecco quindi che alla Pa- Sant’Antonio che da secoli esercita
Prato senza erba, per il Santo senza to nel mondo come dai padovani dova città dei tre senza ne aggiun- un grande richiamo per i pellegrini
nome e per il Caffè senza porte! quindi, per i quali è semplicemente giamo un quarto e cioè “Il Bue senza di tutto il mondo e per l’affetto dei
“Il Prato senza erba” altro non è se “Il Santo” così come la Basilica eret- Corna”! Il Bo, infatti, a Padova non è padovani nei confronti di quello che
non il Prato della Valle, la grande ta in suo nome è la Basilica del San- bue o quantomeno è anche altro, in considerano il “loro” Santo.
piazza, seconda in Europa solo alla to. Padova è nota anche come “Città particolare con Bo si indica il Palaz- Padova, Città d’arte, dunque, Città
Piazza Rossa di Mosca, un tempo del Santo”! zo del Bo, sede dell’Università degli del Santo , ma anche città universi-
terreno paludoso ridisegnata da “Il Caffè senza porte” è il Caffè Pe- Studi di Padova dal 1532, laddove taria, città della scienza e della me-
Andrea Memmo per qualificare drocchi, altra icona di Padova, caffè prima, già nel Trecento, sorgeva dicina, culle delle arti e quindi città
un’area adibita al mercato dei bovini letterario di fama internazionale, re- l’Hospitium Bovis, una locanda si- dell’affresco (grazie alla ricchissima
e degli animali di grossa taglia. Il bel alizzato nell’800 dall’architetto Giu- tuata nella contrada delle beccherie stagione trecentesca in cui la Corte
prato erboso che c’è oggi un tempo seppe Jappelli e luogo di incontro in cui la macellazione e la vendita dei Carraresi attrasse in città moltis-
non c’era affatto. Il toponimo “pra- di intellettuali, studenti, accademi- delle carni bovine era diffusa e la cui simi artisti di ogni forma espressiva,
tum” sta ad indicare un ampio spa- ci e uomini politici. Ebbe un ruolo insegna era il Bucranio, cranio di letterati e uomini di cultura). Per via
zio utilizzato per scopi commerciali importante nel Risorgimento in bue, tutt’ora simbolo dell’Università della conformazione geografica, Pa-
che poteva ricoprirsi d’erba se non quanto qui si incontravano studenti e portato a mo’ di scettro nelle cele- dova è città d’acque, e lo era ancora
lastricato ma non necessariamen- e professori della vicina Università brazioni della Goliardia Universita- di più prima del tombinamento del-
te. Tutt’oggi il Prato della Valle vie- per sostenere ed organizzare i moti ria. Se vi chiedete cosa c’è da fare o la maggioranza dei canali del centro
ne utilizzato a questo scopo e ogni contro gli occupanti austriaci. In da vedere a Padova, iniziare da que- storico nel corso del secolo scorso.
giorno ospita alcune bancarelle di una sala (sala bianca) al pianterreno sti “3 + 1 senza” è un buon inizio per Analizzando il cambiamento ed il
frutta e verdera, al sabato un mer- è ancora visibile un foro provocato scoprire la città veneta! trend demografico, Padova può dir-
cato di bancarelle, fiori, artigianato da un proiettile esploso l’8 febbraio Ma Padova è anche arte e cultura si anche città multiculturale.
ed ogni terza domenica del mese il Padova è indubbiamente una del-
redazionale

La Basilica di Sant’Antonio di Padova,

scrigno di tesori artistici e spirituali

Padova è conosciuta anche come un’importante destinazione di turi- Marcato “Ma quando torno a intera, divenendo in occasione dei
Città del Santo perché probabil- smo religioso attraendo oltre 6 mi- Padova…”) per cui nel visitare Patti Lateranensi Basilica Pontificia
mente è facile identificare la nostra lioni di pellegrini ogni anno. Padova anche questo è un luo- e quindi amministrata dalla Santa
città con “il Santo” (Padova è anche Se Padova può infatti vantare un go da non perdere! Sede pur appartenendo territorial-
la città dei 3 senza tra cui “il Santo po’ di cosmopolitismo lo deve alla La Basilica del Santo è dunque mente allo Stato Italiano.
senza nome” poiché per riferirsi a dimensione internazionale di arti- uno dei monumenti e musei
Sant’Antonio dire il Santo è suffi- sti quali Giotto e Mantegna, alla sua più importanti e rappresentativi di
ciente), uno dei santi più venerati di Università, tra le più antiche d’Eu- Padova oltre ad uno dei più impor-
tutta la cristianità e con la Basilica ropa, e alla Basilica del Santo da- tanti luoghi di culto cattolici non
di Sant’Antonio che ne custodisce vanti alla quali “ritrovo tuti i popoi” solo della città ma della Cristianità
tomba e reliquie, che fa di Padova (come dice la canzone di Umberto
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