Sulla memoria si fonda il futuro di un popolo

Sulla memoria si fonda il futuro di un popolo

UNSI di Cremona

Le Associazioni Combattentistiche, d’Arma e di Servizio di Cremona, che fanno parte del coordinamento attivo in città da diversi anni e con uno statuto voluto e redatto da UNSI di Cremona, anche quest’anno si sono riuniti per onorare collettivamente i Caduti di tutte le Guerre ponendo una corona d’alloro ai propri monumenti. UNSI di Cremona eresse il proprio monumento 02 novembre del 1967 e di recente un restauro conservativo, voluto dal presidente Primo Mar. Luogt. DUGO Salvatore, ne ha riportato lo splendore monumentale oltre la luce di tutta la storia del monumento stesso e del suo autore. La cura affidata alle Dame UNSI di Cremona che in modo impeccabile ne curano ordine e pulizia. La cerimonia, dallo spaccato commovente, vuol significare la vicinanza alle Forze Armate e di quanti, ubbidendo alla chiamata alle armi, hanno sacrificato sé stessi per il bene della Patria e degli italiani. Puntuale alle ore 10:30 del 29 ottobre 2016 presso il Cimitero Civico si è proceduto alla benedizione e deposizione delle corone dall'alloro ai monumenti che fanno da contorno all’ Altare della Patria ove sovrasta la “Vittoria Alata”. Ogni Associazione Combattentistica d’ Arma e di Servizio si identifica per la custodia e memoria del suo “Monumento”. Il "Monumento" è un'opera d’arte voluta dalle associazioni allo scopo di conservare in futuro la memoria storica degli avvenimenti di Guerra e della sofferenza patita da molti soldati e dalle famiglie. Essi rappresentano il gran numero di morti e le perdite che colpirono praticamente ogni famiglia alla fine della Guerra. Ebbene sapere, da un punto di vista storico, che i monumenti determinarono la necessità di razionalizzare e idealizzarne la memoria della Guerra terminata, trasfigurandola in quel "mito della Grande Guerra" necessario a dare senso e valore alla drammatica esperienza vissuta, fino a renderla quasi sacra.

I monumenti pur non avendo un legame diretto con i corpi dei caduti, la loro funzione non fu solo quella di celebrare il coraggio e il valore di un Esercito o di ricordare dei soldati morti in battaglia ma di identificarli singolarmente come Eroi, vittime consapevoli e garanti di un dovere collettivo verso la Patria.
Con la Grande Guerra i monumenti ai caduti cessarono di essere testimonianze anonime e su di essi iniziarono a comparire i nomi dei singoli soldati, nel tentativo generalizzato, anche se non esclusivo, di onorare ciascun morto in guerra non per delle gesta individuali, ma come parte di un progetto più "alto" quello di rendere potente l'idea di Patria quale simbolo di aggregazione sociale.
I monumenti costituivano il centro focale del culto dei caduti, in quanto proprio loro, e non le singole tombe, servivano a commemorarne il sacrificio.
Attraverso di essi veniva inoltre celebrata una sorta di "uguaglianza" di fronte alla morte in battaglia indipendentemente dal grado militare di quanti avevano sacrificato la vita per la patria. Il gesto eroico di un soldato semplice veniva equiparato al valore di un alto ufficiale, ponendo quindi su uno stesso piano, attraverso l'iscrizione e l'esposizione collettiva dei loro nomi, individui che in vita erano stati invece separati da differenze sociali, economiche ed intellettuali.
Mito nel mito: si affermò dunque l'idea di una sorta di "democratizzazione" della morte. Se l'obiettivo immediato dei monumenti ai caduti era la commemorazione dei soldati morti sul campo di battaglia, e in particolare di quelli originari della località in cui veniva eretto il monumento, i testi delle lapidi e il tipo di raffigurazione ne facevano emergere anche uno altrettanto importante.
Iscrizioni e sculture, infatti, tendevano a descrivere la guerra come sofferenza giusta e quasi necessaria; i soldati venivano rappresentati come eroi che, consapevolmente e volontariamente, avevano sacrificato la propria vita per la Patria. Monumenti e lapidi presentavano dunque la Grande Guerra come momento di "grandezza" e di esperienza sostanzialmente "positiva" per la comunità civile. E' chiaro dunque che la loro progettazione aveva lo scopo non solo di offrire alle famiglie un conforto e una giustificazione per la morte dei loro cari, ma anche di costruire la memoria di una guerra "Grande" che permettesse ai sopravvissuti di affrontare meglio una realtà sociale ed economica quotidianamente molto difficile.
Oggi prevale una visione dei monumenti ai caduti come veicoli di ideali politici, da quello repubblicano a quello nazionalista, e/o come testimonianze storico-artistiche ed architettoniche. Questo, però, è ciò che di visibile rimane a distanza di così tanto tempo ora che lutto e tragedia sono così lontani.
In realtà, per le generazioni che hanno vissuto la guerra i monumenti avevano, certamente, un significato politico, civile, artistico, estetico, economico, ma anche, senza dubbio, un importante significato strettamente "esistenziale".

 

In tutto questo la deposizione delle corone d’alloro avrà il significato del gesto di memoria storica perché su di essa si fonda il futuro di un popolo e l’UNSI di Cremona è sensibile al dovere della memoria. 

Ultima modifica il Giovedì, 24 Novembre 2016 18:29
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